http://www.engaweb.it Mon, 20 Aug 2018 00:39:09 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.10 Il Pantone Cafe: il Bar piu’ colorato del mondo http://www.engaweb.it/il-pantone-cafe-il-bar-piu-colorato-del-mondo/ http://www.engaweb.it/il-pantone-cafe-il-bar-piu-colorato-del-mondo/#respond Sat, 01 Oct 2016 11:37:01 +0000 http://www.engaweb.it/?p=2751 Ha aperto a Monaco il Pantone Cafe che è, con molta probabilità, il Bar più colorato al mondo. Infatti il locale si basa, come dice anche il nome stesso, sulle colorazioni Pantone, in pratica la società che da anni è leader nella classificazione dei colori.
Il locale è situato sul lungomare di Monaco, nel Grimaldi Forum, ed ha riscosso, come lo scorso anno, un successo straordinario. Dal 20 giugno al 9 settembre è stato possibile gustare un caffè all’interno di un bicchiere/tazza Pantone, mangiare brioches servite nelle confezioni in linea con lo stile del locale, potrete ammirare macchinette per le bibite con la propria colorazione Pantone, bevande, menù e tanto altro ancora, immergendosi in un’esperienza unica e molto caratteristica.

Di seguito qualche stupenda foto del locale e di cosa offre.

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Olimpiadi: Tokyo 2020 ha il suo nuovo logo http://www.engaweb.it/olimpiadi-tokyo-2020-ha-il-suo-nuovo-logo/ http://www.engaweb.it/olimpiadi-tokyo-2020-ha-il-suo-nuovo-logo/#respond Thu, 28 Apr 2016 19:42:11 +0000 http://www.engaweb.it/?p=2729 I giochi Olimpici del 2020 hanno finalmente un logo! Sembra una notizia come tante altre, ma l’iter che ha portato al progetto definitivo è quantomai rocambolesco. I due loghi sono stati presentati da Ryohei Miyata, responsabile della selezione dell’emblema, e dalla stella del baseball giapponese Sadaharu Oh. Ma facciamo un passo indietro.

L’immagine coordinata dell’evento venne inizialmente era stata commissionata a Kenjiro Sano, che nel luglio 2015 presentò due marchi geometrici concettuali, un po’ retrò ma funzionali ed adatti a rappresentare i giochi. Li potete vedere qui sotto:


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Ci si accorse, però, che l’emblema creato da Sano somigliava troppo a quello scelto da Olivier Debie per il teatro di Liegi. Possiamo ammirare i due loghi accostati qui sotto.
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Il comitato organizzatore dei Giochi giapponesi, dopo aver bocciato un altro logo commissionato all’agenzia Hakuhodo Inc. (la proposta era veramente oscena) e neanche passato dal via, ha presentato il nuovo simbolo dell’Olimpiade. Dopo aver preselezionato 4 lavori e contro l’opinione pubblica, che aveva espresso una preferenza diversa, hanno scelto il lavoro di Asao Tokolo, architetto giapponese.

tokyo2020-logo

Ora che dire?
Le altre proposte, a mio modesto parere sembravano ricalcare maggiormente lo spirito giapponese e l’allegria dei giochi olimpici, questo sembra un po’ troppo anonimo e privo di consistenza. Anche l’unica tonalità scelta, non riesce a dare un effetto migliore, anzi.

Ma gli esperti cosa dicono e le altre opinioni? Non discostano molto dalla mia.
A detta di molti quel colore indigo su fondo bianco esprime troppa istituzionalità e tristezza d’insieme. Secondo altri, mentre l’emblema paraolimpico segue un’armonia impeccabile, l’emblema olimpico principale sembra un goffo e veloce arrangiamento per terminare un lavoro senza budget e tempo.

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Naming: quanto è importante per il successo finale del prodotto? http://www.engaweb.it/naming-quanto-e-importante-per-il-successo-finale-del-prodotto/ http://www.engaweb.it/naming-quanto-e-importante-per-il-successo-finale-del-prodotto/#respond Tue, 19 Apr 2016 17:30:10 +0000 http://www.engaweb.it/?p=2713 Il Naming è l’elemento cardine e che deve essere sviluppato ed ideato secondo precisi criteri e una precisa strategia. Sbagliare il nome di un prodotto può essere catastrofico. Può far si che tutti gli investimenti e gli sforzi profusi in mesi di lavoro, vengano spazzati via per un nome sbagliato? Si. O quasi.

Per creare un’opera di branding di una azienda o di un prodotto, bisogna pensare un po’ come fanno i bambini, specialmente quando scegliamo l’elemento che dovrà comunicare tutto, compreso il posizionamento sul mercato, come il naming.

Attenzione alla traduzione del naming se il prodotto/servizio è destinato anche al mercato estero

Quando si lancia un prodotto sul mercato bisogna essere molto attenti ed analizzare attentamente se ci sia un secondo significato di quel nome, in altre lingue, in altre culture etc..perché sottovalutare questo aspetto, significa che il prodotto in quei paesi non verrà venduto e anche abbastanza deriso per il nome.
Quando fu lanciata la Fiat Ritmo in America, la casa torinese dovette ritirare l’automobile e riproporla sul mercato con un altro nome. Perché? Perché in America esisteva già un prodotto con quel nome: era una marca di assorbenti/preservativi. La Buik Lacrosse e Mitsubishi Pajero, rispettivamente “masturbazione” in Quebec e “persona che si masturba” in spagnolo.

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E come non parlare della danese Birra Stronzo, oppure della Estée Lauder che ha lanciato in tutto il mondo il suo ombretto “Country Mist” (trad. “nebbiolina di campagna”) ma non ha pensato che in Germania “Mist ” significa letame. L’applicazione Microsoft chiamata Inkulator (ink + calculator) vogliamo parlarne? Della piattaforma Codio che suona come una mezza bestemmia?

Se nel nostro paese di origine siamo sicuri di fare breccia nel cuore delle persone con un naming ad effetto, dobbiamo assicurarci che la stessa reazione possa avvenire anche nei mercati di riferimento.

Bisogna prestare molta attenzione alle assonanze.

Molti naming hanno assonanze con cose di dubbio gusto. Un nome che finisce con la parola Dolciumi, viene o potrebbe essere associata alla sporcizia, al marcio, perché suona come sudiciume, marciume. Come ho poi scelto, il nome EuropaDolci o similari, mi farebbero pensare a cose ben diverse.

Il naming è un elemento chiave della strategia di posizionamento? Voi scegliereste: EuropaDolci oppure Lindt?

Esiste il brand “EuropaDolci”? Non saprei, ma comunque sia non me ne voglia visto che il mio è solo un esempio. Il nome Lindt a cosa vi fa pensare? Cosi’, su due piedi. A me fa pensare ad una azienda rinomata nel suo settore che crea dolci deliziosi e ben confezionati. Stabilimento Dolci immaginando che venga cioccolatini, mi farebbe pensare più ad una società che venda un prodotto all’ingrosso e in maniera dozzinale. Qui è molto semplice capire il perché. Lindt, mi evoca subito i dolci ed il profumo della cioccolata, quasi da sentirne il sapore in bocca. Invece EuropaDolci? A me evoca file e file di scaffali con scatoloni, dolci, caramelle, etc…non trovate anche voi?

Il mondo è pieno di nomi/brand con il prefisso “Euro” e il suffisso “2000”. Ma nominare una propria azienda, con il suffisso 2000, la rende già vecchia di 16 anni! Un poco di creatività non guasterebbe.

 

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I grandi gruppi editoriali nazionali tradizionali | RCS MediaGroup http://www.engaweb.it/i-grandi-gruppi-editoriali-nazionali-tradizionali-rcs-mediagroup/ http://www.engaweb.it/i-grandi-gruppi-editoriali-nazionali-tradizionali-rcs-mediagroup/#respond Tue, 19 Apr 2016 16:18:51 +0000 http://www.engaweb.it/?p=2708 Tra i grandi gruppi editoriali del nostro bel paese, non possiamo non parlare di RCS Media Group, Mondadori e L’Espresso. Oggi parliamo di RCS Media Group.

STORIA
RCS Media Group è nato dalla fusione nei primi anni ’70, di due importanti società e realtà imprenditoriali nel settore dell’editoria, Rizzoli e Corriere della Sera. E’ uno dei principali gruppi editoriali italiani, attivo a livello nazionale e internazionale nei seguenti mercati: quotidiani, libri, periodici, radio, nella televisione e inoltre sul web e nella raccolta pubblicitaria. Ha interessi sia in Italia, che in Spagna.

QUOTIDIANI
Tra i quotidiani non possiamo citare Il Corriere della Sera e La Gazzetta della Sport, ma anche il free press City, Sportweek, Io Donna. Per la Spagna possiamo citare El Mundo, Marca importante quotidiano sportivo iberico ed Expansion.

Tra i periodici troviamo Oggi, Amica, A, Max, Dove, Donna e Mamma, Novella 2000 e diversi altri.

LIBRI
Nel settore dei libri ha Rizzoli, Bur, Bompiani, Sonzogno, Adelphi, Fabbri, Etas, Sansoni, Flammarion (in Francia) e Skira.

RADIOFONIA
Anche nel mondo della radiofonia era abbastanza attivo, ma a partire dal 2015 il gruppo ha avviato un piano di dismissioni delle attività non direttamente legate alla pubblicistica. In settembre viene ceduta quasi il 45% della quota del Gruppo Finelco, proprietario delle emittenti radiofoniche Radio 105, Radio Monte Carlo, Virgin Radio Italia e Virgin Radio TV. In Spagna per mano della Unidad Editorial controlla Radio Marca.

NEW MEDIA
Non mancano neanche i nuovi media (new media) come Dada che è, appunto, web oriented.
La RCS possiede anche canali televisivi su piattaforma satellitare, come Lei, Yacht&Sail, Caccia e Pesca, DoveTV e Marca TV

RCS MediaGroup è significativamente presente in particolare in Spagna, Portogallo, Francia, USA e Cina. Controlla tra l’altro il gruppo spagnolo Unidad Editorial (editore dei quotidiani El Mundo, Marca e Expansión e di numerosi periodici, tra cui Telva e Actualidad Económica e ha controllato il gruppo editoriale francese Flammarion, poi ceduto a Gallimard).

L’obiettivo strategico del gruppo è quello di realizzare investimenti mirati in Italia e all’estero, supportare l’offerta di contenuto editoriale di qualità e lo sviluppo del business multimediale.

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E’ possibile aprire un proprio business in un quartiere saturo? http://www.engaweb.it/e-possibile-aprire-un-proprio-business-in-un-quartiere-saturo/ http://www.engaweb.it/e-possibile-aprire-un-proprio-business-in-un-quartiere-saturo/#respond Sat, 16 Apr 2016 17:17:54 +0000 http://www.engaweb.it/?p=2695 Ho notato nel tempo e noto tutt’oggi, che gli imprenditori o pseudo-tali, aprono negozi/società oppure spendono migliaia di soldi per aprire un proprio business, senza una logica vera e propria. Non effettuano indagini di mercato, non analizzano i competitor presenti già sul territorio e non si effettuano campagne di marketing d’impatto e che possano in qualche maniera attirare l’attenzione del futuro cliente.

Infatti questi negozi, nel giro di 2 anni (a volte anche meno) chiudono. Il problema è a monte però.
Perché ostinarsi ad aprire un, faccio un esempio lampante, parrucchiere in un quartiere dove, appena giro lo sguardo ne saltano almeno due, tre o quattro, senza sforzarsi troppo, all’occhio? Che futuro ha il tuo business? Molto spesso, vedendo questo fenomeno, mi sono fatto questa domanda e, purtroppo per loro, sono giunti alla logica chiusura della loro impresa. Ma perché buttare soldi cosi’? Che senso ha tutto questo?

Capiamoci: è una cosa normale. Quando hai tanti competitor, nel giro di 100 metri, magari da più tempo sul campo e con clienti già fidelizzati o offri un qualcosa di particolare, con una dettagliata pianificazione strategica, insieme a prezzi competitivi o sei destinato a fallire da li a poco.

Quindi, cari amici, il consiglio che vi do prima di affrontare un qualsiasi passo importante, come aprire una propria attività autonoma, è quello di vedere e analizzare se l’aprite in un ambiente fertile, che ancora da la possibilità di espandersi o avere un futuro, oppure se la state aprendo in mezzo a 20 attività che riguardano il vostro stesso settore.

Il fallimento è dietro l’angolo.

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Comunicazione: metodo, social ed errori | Intervista ad Enrico Gambelli http://www.engaweb.it/intervista-per-il-sito-mediastars/ http://www.engaweb.it/intervista-per-il-sito-mediastars/#respond Tue, 12 Apr 2016 17:52:20 +0000 http://www.engaweb.it/?p=2689 Le domande a cui ho risposto per Mediastars.
Il prestigioso premio pubblicitario italiano, sta lanciando una serie di interviste rivolte a professionisti del settore della comunicazione. Con mio enorme piacere, sono stato tra i prescelti per il mese di Aprile 2016.

Quale metodo deve perseguire il professionista per sviluppare un contenuto di valore che arrivi al destinatario del messaggio e che da lì riparta per prendere nuova vita?

Il metodo più semplice, secondo me, e il più efficace è quello di capire cosa voglia il cliente, in maniera anche informale, amichevole. Quale voglia che sia il messaggio che arrivi al destinatario, al cliente, al suo target. L’errore più grande che si possa commettere nella comunicazione è proprio questo: sbagliare messaggio e target. Quindi nel mio colloquio iniziale con il cliente, cerco di capire quello che vuole trasmettere, i suoi pensieri, le sue idee e anche accorgersi, magari, se ci sia bisogno, di un riposizionamento sul mercato. Di solito non amo parlare in maniera troppo complessa con il mio interlocutore. Amo un dialogo diretto, chiaro e che porti dei frutti. Capire cosa voglia, studiare quale sia il problema e quale sarà l’obiettivo finale è fondamentale. Da li costruisco una strategia pianificata sul prodotto o sul servizio offerto indirizzato al suo target, dove bisogna fare il possibile per identificarsi come principale risolutore di un problema e come massimo interlocutore della sua “nicchia” di riferimento. I contenuti di valore sono i contenuti che colgono nel segno, che prendono in pieno il problema e lo risolvono.

Oggi in quale misura siamo disposti a seguire il content marketing di marca? I social favorendo la condivisione sono il canale ideale per ingaggiare l’utente?

In quale misura? La giusta. Senza strafare o esagerare nei contenuti. Sicuramente i “nuovi media” come Facebook oppure Twitter e via discorrendo, hanno fatto si che il messaggio, scorri più velocemente nella rete e prenda una maggior numero possibile di clienti o futuri tali. Personalmente non amo particolarmente i termini inglesi – l’inglese ha sempre il suo fascino lo ammetto -, ovviamente quando c’è il bisogno li uso anche io, ma preferisco parlare in italiano e magari spiegare, sempre in italiano, il flusso di informazioni ed il messaggio.
Chi deve produrre contenuti per le aziende ha questo compito: parlare in maniera chiara, generando anche emozioni e un coinvolgimento emotivo, chiarendo quali siano i benefici. Il cliente deve essere in qualche modo affascinato e coinvolto, in modo da essere stimolato nell’acquisto di un determinato bene o servizio. Purtroppo chi effettua una comunicazione errata e mal pensata, è destinato a fallire nel suo intento.

Quali sono gli errori da non commettere in comunicazione?

Gli errori da non commettere nella comunicazione? Prima di tutto non bisogna realizzare un lavoro senza studiare ogni aspetto. La comunicazione è tutto e se sbagliata, sono guai grossi. Un esempio lampante: realizzare una campagna pubblicitaria a livello planetario – e qui mi allargo un poco – se prima non si sa se quel determinato prodotto, con quel determinato nome, non significhi qualcosa di “diverso”, in qualche altro paese. Rovinerebbe ogni sforzo e investimento, ma sopratutto la reputazione della società oltre che le vendite. Sembra una sciocchezza, ma anche la Fiat a suo tempo commise un errore simile.

Un altro errore è il non improvvisarsi maghi della comunicazione. Io ho studiato e studio per arrivare dove sono arrivato. Non commissionare un lavoro di comunicazione, allo zio, al cugino, per risparmiare. Non è il prezzo che conta in alcuni casi – quasi sempre – ma la qualità del prodotto finale. Se la comunicazione è realizzata e confezionata male, rovina il lavoro di tanti professionisti che hanno lavorato per la creazione di quel prodotto o servizio. Non c’è un prezzo giusto, ma il lavoro deve essere fatto bene. Affidandoci a persone che non sono competenti, solo per risparmiare denaro, roviniamo la nostra reputazione e spendiamo il doppio affidandoci, magari, solo dopo ad un professionista del settore, per ripristinare il tutto. Non sarà poi così semplice ridare una discreta immagine e credibilità, ad una società che ha subito un grosso sbaglio di comunicazione.

La cosa più sensata da fare è rivolgersi ad un professionista che sappia fare il suo lavoro, affidarsi a lui in tutto e per tutto, con la fiducia di essere sicuri che sia la scelta giusta e che alla fine porterà solo che benefici alla nostra società, insieme a successo e soddisfazione da entrambe le parti.

 

L’intervista originale sul sito di Mediastars: clicca qui per leggerla.

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Pantone e OVS: senza una giusta comunicazione? http://www.engaweb.it/pantone-e-ovs-senza-una-giusta-comunicazione/ http://www.engaweb.it/pantone-e-ovs-senza-una-giusta-comunicazione/#respond Thu, 31 Mar 2016 13:40:21 +0000 http://www.engaweb.it/?p=2635 Pantone e OVS un’idea sorta senza la giusta comunicazione può essere vincente? Mai o molto raramente.
Una volta entrati nel famoso negozio OVS che potete ritrovare anche nella vostra città, rimanete incuriositi da questa nuova linee di abbigliamento dedicata in qualche modo, al mondo della grafica e della comunicazione.
La linea ovviamente si chiama Pantone.

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Ci sono barattoli trasparenti con dentro maglie piegate e rigorosamente basate sulla palette Pantone (altrimenti che linee Pantone sarebbe?). La voglia di acquistare è molta, ma la domanda che sorge spontanea è: perché non c’è stata nessun tipo di pubblicità in merito?

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Siamo ormai nell’era della comunicazione più sfrenata, che con l’ascesa dei vari social media è diventata ancora più importante ed efficacie. Ormai quasi tutti usano almeno un social e il web, ma è mai possibile che una azienda come OVS, non comunichi, non abbia la premura, di “spingere” la sua partnership, anche molto importante, con Pantone? Possibile che non ci sia nulla che indichi che c’è quella linee di abbigliamento disponibile?
Pantone essendo una realtà molto forte e moderna, con anche poca pubblicità, li aiuterebbe tantissimo nelle vendite. Che strategia c’è dietro?
Mancanza di una figura professionale capace di capire questa semplice cosa?
Mancanza di voglia? Mancanza di un budget? Nessun interesse a pubblicizzare una marca così “forte”?

Oggi le aziende, vedendo il problema in una dimensione molto più larga, devono garantire e si devono garantire sopratutto, una comunicazione ottima e continua, che deve catturare l’attenzione del target di riferimento, portandolo dalla propria parte, magari prendendolo dalla concorrenza. La comunicazione è l’unica cosa fondamentale ormai! Le società ormai devono rispondere immediatamente agli utenti/clienti, che cercano di capire come le aziende si evolvono, cambiano progetti o si allargano in altri settori, se ci sono iniziative importanti etc..e tutto questo lo si fa, anche, attraverso i social media ed il web e poi con un’opera di comunicazione anche nelle vetrine esterne e nelle pubblicità.

Concludo: dietro il successo di un prodotto c’è una forte opera di comunicazione e marketing. Se nessuno conoscerà mai quel prodotto che vendiamo che lo “nascondiamo” nel nostro negozio o nella nostra azienda, come faremo a decretarne un eventuale successo sul mercato?

 

 

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Le particolari illustrazioni di Luis Quiles http://www.engaweb.it/le-particolari-illustrazioni-di-luis-quiles/ http://www.engaweb.it/le-particolari-illustrazioni-di-luis-quiles/#comments Tue, 09 Dec 2014 18:02:59 +0000 http://www.engaweb.it/blog/?p=389 Quando un illustratore talentuoso e impegnato usa la sua arte per denunciare le carenze della nostra società, il risultato è spesso scioccante, ma quando un illustratore talentuoso e impegnato lo fa con sarcasmo e provocazione, il risultato è ancora più straordinario!

Questa è la tendenza dell’artista spagnolo Luis Quiles  alias Gunsmithcat , creatore di questa serie di illustrazioni. Gli argomenti spaziano dalla prostituzione alle carestie,dall’ omofobia alla pornografia fino ad arrivare alla droga, sfruttamento ecc..

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I social network sono importanti per un brand? http://www.engaweb.it/i-social-network-sono-importanti-per-un-brand/ http://www.engaweb.it/i-social-network-sono-importanti-per-un-brand/#respond Mon, 01 Dec 2014 14:08:44 +0000 http://www.engaweb.it/blog/?p=352 Social network e business sono ormai un binomio imprescindibile.
Una pagina Facebook rapporta in maniera quasi diretta, una società con i propri clienti o aspiranti tali, mediante post e risposte. Un tweet è come una “notizia Ansa” di 140 caratteri che le società mandano ai propri followers.

Lanciare una nuova moda grazie al successo ottenuto attraverso i social è, infatti, la via percorsa da molti per fare business.
E sono sempre più numerose le aziende che puntano sull’e-commerce o che utilizzano pagine Facebook Advertising come unico mezzo di pubblicità.

Ma la potenza del web è resa ancora più tangibile quando accade il fenomeno inverso: quando è una pagina Facebook a dare vita ad una moda. Un esempio è l’ App Candy Crush. Nata come gioco di Facebook, è diventata, poi, dapprima la terza applicazione più scaricata al mondo, e poi un marchio di caramelle, una t-shirt, e tanti altri sono stati gli accessori moda che si sono ispirati al brand Candy Crush.

Adesso lo stesso fenomeno riguarda una pagina Facebook nata per gioco: Fidanzata Psicopatica.
Il personaggio nato dall’ironia di Selene Maggistro, che raccoglie tutte le fidanzate un po’ sopra le righe. Ma Selene, prima di essere la Fidanzata Psicopatica più famosa del web, è una stilista ed ecco che in nome delle sue seguaci dà vita ad un nuovo brand.

I social dettano moda e successo dei nuovi brand e con Fidanzata Psicopatica il mondo della moda ha dato vita ad un nuovo fenomeno social. In pochissimi giorni il marchio ha conquistato la rete. Le seguaci di Fidanzata Psicopatica puntano ad aggiudicarsi il premio come “MISS FIDANZATA PSICOPATICA 2014″ sfoggiando selfie con indosso le maglie del nuovo brand.
Un’idea che si è fatta strada è che si è rivelata vincente, che nasce dalla rete e velocemente diviene moda.

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Hotel Pantone a Bruxelles: la creatività in un albergo http://www.engaweb.it/hotel-pantone-a-bruxelles-la-creativita-in-un-albergo/ http://www.engaweb.it/hotel-pantone-a-bruxelles-la-creativita-in-un-albergo/#respond Thu, 27 Nov 2014 17:19:00 +0000 http://www.engaweb.it/blog/?p=350 Per gli amanti del colore e sopratutto dell’azienda che si è proclamata classificatrice dei colori, Pantone™, è disponibile un hotel a Bruxelles dove immergersi in tutto il caleidoscopico spettro della gamma cromatica. Le tonalità utilizzate dai designer Michel Penneman e Olivier Hannaert sono indicate per suggerire il massimo comfort associato anche al dinamismo di un albergo giovane e fresco. Sia nelle camere sia nella hall ma anche negli altri spazi comuni il denominatore comune è la colorazione di tutti i particolari costruttivi dell’edificio, ma anche del design d’interni, con colori che vanno dalle pareti arancioni a quelle azzurre, dai mobili rossi alle pareti viola e così via.

All’interno delle stanze trovano posto anche le immagini di un grande fotografo belga, Victor Levy, che rendono ancora più prestigioso il già bellissimo ambiente. Le 59 camere sono, ovviamente l’una diversa dall’altra, con sette diverse tavolozze di colori utilizzate come base per la personalizzazione. L’abbondanza di bianco rende i colori ancora più emersivi rispetto a quello che sarebbero nel presentarsi da soli, e caratterizza gli ampi spazi dell’ambiente dell’albergo. L’albergo è una realtà consolidata per i turisti che si recano nella capitale del Belgio.

 

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